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Martedì, 12 Maggio 2015 10:39

Start-up e Crowdfunding

I fabbisogni di servizi strategici, la prevalenza di investimenti immateriali e le difficoltà di reperimento delle risorse finanziarie necessarie per sostenere i piani di sviluppo, sono tra i principali fattori che non consentono alle start-up di ricorrere ai canali tradizionali di finanziamento, inducendole a fare riferimento ad investitori specializzati (tipicamente i venture capitalist) ai quali richiedere, unitamente alle risorse finanziarie, anche servizi finanziari (garanzie) e strategici (internazionalizzazione, promozione, ecc.).

Negli Stati Uniti, accanto alle forme di finanziamento caratterizzate dall’intervento di investitori qualificati in capitale di rischio si è diffuso il crowdfunding, cioè il finanziamento delle iniziative in varie forme da parte di una moltitudine di soggetti.

L’assenza di una specifica regolamentazione a livello di singolo Paese crea un clima d’incertezza che ne ostacola la diffusione.

In Italia, a differenza che negli altri Paesi, il crowdfunding è stato regolato dalla legge, e concepito come specifico strumento di politica economica a sostegno delle start-up innovative.

E’ una modalità alternativa di finanziamento, che consente alle imprese di reperire capitale di rischio proveniente dal risparmio con modalità e vincoli differenti rispetto al venture capital.

Nel corso del tempo si sono sviluppate molteplici forme di crowdfunding, relative ad ambiti di applicazione diversi (imprese, organizzazioni non profit, iniziative sociali, iniziative individuali varie) e che si caratterizzano per le differenti finalità perseguite dai founders e dai funders. Di conseguenza, è sorta la necessità di classificare queste forme secondo opportuni criteri.

Il più diffuso criterio di classificazione distingue le diverse forme di crowdfunding in relazione alla “natura dello scambio”, ossia con riferimento alla tipologia di ricompensa ricevuta dai funders:

  • donation-based crowdfunding: i finanziatori donano alle cause che vogliono sostenere (per esempio in una competizione elettorale) senza ricevere un compenso monetario;
  • reward-based crowdfunding: i finanziatori partecipano a un progetto ricevendo una ricompensa non monetaria. Per esempio, essi finanziano uno spettacolo teatrale e ottengono un biglietto per la prima rappresentazione;
  • lending crowdfunding: è un finanziamento a titolo di credito per il quale i finanziatori ricevono un interesse periodico e la restituzione del capitale;
  • equity-based crowdfunding: in questa tipologia, i finanziatori ricevono patrimonio netto o altri ritorni (ad esempio, la partecipazione agli utili) nell’impresa che supportano. Così, i finanziatori sono considerati investitori, dando loro partecipazioni o altri compensi legati alle partecipazioni in cambio del loro finanziamento.

Le linee di sviluppo della ricerca sul crowdfunding sono molteplici. Indubbiamente, devono essere esaminati in maniera più approfondita gli aspetti comunicativi (caratteristiche delle piattaforme) e le caratteristiche dei progetti che favoriscono il successo in termini di raccolta del finanziamento. Per gli studi d’imprenditorialità, poiché una caratteristica saliente di crowdfunding rispetto ad altri metodi di finanziamento è la rimozione delle limitazioni geografiche, è importante capire quale ruolo, se del caso, la geografia continua a giocare nelle nuove iniziative (imprese) in un regime di crowdfunding. Inoltre, è importante capire se il crowdfunding seleziona i progetti che segnalano potenziali qualità, oppure è qualche sistema di selezione meno razionale che porta a finanziare progetti che non sono in gradi di produrre nel corso del tempo buone performance.

Come abbiamo visto, le diverse forme di crowdfunding hanno ambiti di applicazione diversi e si caratterizzano (ed è questo un elemento fortemente qualificante) per le differenti finalità dei founders e dei funders. Ciascuna tipologia, quindi, è sorretta da principi, regole e procedure differenti, e ciò richiede, a nostro avviso, una focalizzazione degli studi su ciascuna singola forma di crowdfunding. Tali studi, chiaramente, dovranno concorrere nel loro insieme alla definizione del quadro teorico generale di riferimento sul fenomeno. Tuttavia, in letteratura, sono ancora pochissimi i lavori di approfondimento, anche soltanto teorico, sulle singole tipologie di crowdfunding. In questo senso, riteniamo che il nostro lavoro possa fornire, con riferimento agli aspetti indagati, un utile contributo scientifico per il dibattito sul crowdfunding.

Per approfondimenti: Venture Capital versus equity-based crowdfunding in the Italian experience: a model to be exported? – A. Del Pozzo, S. Loprevite.

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